Dalla fine degli anni ”90 la produzione artistica di Michele Cossyro è rivolta soprattutto alla scultura (mai dimenticata). L’artista utilizza il bronzo e la ceramica, attua istallazioni a parete e collocazionirendendo la scultura complice del segno.
Dal 1989 Michele Cossyro produce la serie delle “Nasse”, ricerca che si protrae per tutti gli anni ”90, sono opere bidimensionali (Pittosculture) che ricorrono alla Metafora della rete, della gabbia, della cattura, dell’inganno, e dell’irretimento della globalizzazione. Sempre negli anni ”90 si dedica alle committenze pubbliche ed esegue opere di scultura di grandi dimensioni e di Grande e Piccola Decorazione.
Verso la fine degli anni ”70 e per tutti gli anni ”80 Michele Cossyro, interrogandosi sempre sullo spazio-ambientale, approfondisce la sua ricerca astratta partendo sempre da emozioni, suggestioni e memorie mediterranee.
In questo periodo affronta anche la serie dei quadri ad angolo: “Narciso”: quadri speculari dipinti e successivamente i quadri specchianti dove, nella oggettualità plastica dell’opera, si alternano le parti dipinte alle parti ricoperte dallo specchio. In queste opere la pittura guarda se stessa e impazzisce (La Follia della Pittura); sono opere aniconiche dove l’astrazione fenomenica si arricchisce di nuove scomposizioni, frantumazioni e inganni percettivi. Questo lavoro prosegue sino alla fine degli anni ”80 e culmina con la serie delle: - “Derivazioni stellari”.
Michele Cossyro nel primo e breve periodo di formazione e di ricerca agisce nell’ambito di una personale Astrazione, che ha dei vaghi riferimenti “Surreal-fantastici“ e “Surreal-naturalistici“ (anni “68-70). Successivamente le presenze costanti nei quadri e nelle sculture di questo periodo sono la luce e i piani scoscesi in bilico, che esprimono inquietudine ed evidenziano un carattere sociale-ecologico. L’attenzione verso l’ecologia e la cultura mediterranea (sempre presenti nella ricerca dell’artista) verrà in seguito espressa e focalizzata nei lavori successivi. Il linguaggio del suo lavoro si esprime attraverso la metafora e a detta della critica a una personalissima “Astrazione fenomenica”. Sono degli anni “70: le metafore sul mare, le bande verticali, gli ami, le carene, i sugheri, le piume, le opere oggettuali, le ambientazioni, le frantumazioni, le disseminazioni e le istallazioni.artista,,arte,Accademia Belle Arti,pittore,pittura,Artista italiano,Michele Cossyro,scultore,scultura,opere pubbliche,installazioni. |
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